L'area marina protetta delle Cinque Terre,
che va da Punta Mesco a Capo Monte Negro, è suddivisa
in tre fasce di rispetto.
La zona A, punta Mesco, delimitata da boe
di segnalazione, rappresenta l'area di maggior
pregio naturalistico e vincoli particolarmente
restrittivi tutelano i fondali rocciosi caratterizzati
dalla presenza di colonie di gorgonia al fine
di favorire il recupero di diverse specie che
si sono rarefatte a causa del disturbo umano.
Nella zona A sono vietate: l'immersione, l'ormeggio
e l'ancoraggio, l'accesso dei natanti a motore,
la pesca e la balneazione non regolamentata.
La zona B insiste su due
aree. La prima rappresenta la fascia di rispetto
della zona A includendo la Prateria a Poseidonia
oceanica ad ovest di Monterosso, la più importante
di tutto il territorio delle Cinque Terre.
La seconda (delimitata da boe di segnalazione)
circonda il capo di Monte Negro, i cui fondali
ospitano, assieme a quelli di Punta Mesco,
uno dei popolamenti più ricchi ed interessanti
del nostro mare: il Coralligeno. Nella zona
B sono vietati: l'ormeggio, la pesca professionale
e la pesca subacquea.
La
zona C include e collega i due promontori
estremi, ponendo sotto osservazione e tutela
una vasta area dove fondi rocciosi e sabbiosi
si alternano creando una interessante varietà di
ambienti sommersi che, assieme ai pregi naturalistici
e paesaggistici , concorrono a determinare
una delle zone ambientalmente più interessanti
d'Italia.
Torna all'inizio |